DAY 1 – ROMA ► L.A.

Viaggio tutto sommato ok, anche se lungo e scomodo (eravamo in economy). Del cibo preferisco non parlare, non tanto perchè “un po’ me ne intendo”, ma perchè faceva veramente schifo! Alle 19.30 italiane, utilizzando un trucchetto degno del miglior Totò, siamo riusciti a farci dare (nonostante l’economy) 4 bicchieri colmi di ghiaccio, per mixarci dentro le 4 mignon di Campari e il prosecco comprati al duty free di Fiumicino. Che vacanza sarebbe senza un iniziale “sentore” di Campari ?!?!

Atterriamo con un leggero ritardo, immigration fluida per noi (5-6 minuti), meno per gli altri (50-55!); si va finalmente a ritirare i nostri splendidi minivan gemelli. Emma e Sara entusiaste di avere due “poltroncine” tutte per loro (“Papà, appena torniamo a Roma ne compri uno uguale?“). Il nostro hotel, senza traffico, sarebbe a 20-25 minuti dall’aeroporto, ma scopriamo che la 405, intorno alle ore 17 di un bestiale pomeriggio di un giovedì 1° agosto, può riservare brutte sorprese: ci mettiamo un’ora e forse più. Rapido tagliando di rinfresco per tutti e via, sfidando il jet-lag a mani nude, “verso Los Angeles e oltre !”. L’obiettivo è di non andare a dormire almeno fino alle 20 locali, altrimenti il jet-lag avrà il sopravvento. Decidiamo quindi di fare un giretto in zona Hollywood Blvd (Chinese Theatre, Walk of Fame, ecc. – si, lo sappiamo, molto standard-turistico, ma ci serve una cosa “easy & quick”). Percorriamo tutto Sunset, in un piacevolissimo fresco pomeriggio angelino (22-23 gradi, secchi, senza umidità), poi a sx su Fairfax, ancora a dx su Hollywood, mancano pochi blocchi e ci siamo…le classiche palme (secche secche e alte alte) allineate ai lati della strada sfiorano il cielo blu, pochi blocchi sì….ecco, si vede il tetto del Chinese Theatre…2-3 bocchi ancora….ci siamo…..ma….polizia, transenne, cartello “SPECIAL EVENT AHEAD, ROAD CLOSED”….🤬💩 non ci fanno passare, rinunciamo…andiamo a mangiare un boccone.

HIDE SUSHI è sempre una garanzia, ci vengo da anni e non mi ha mai deluso; è un piccolo ristorante di sushi, per lo più sconosciuto ai turisti, su Sawtelle (a Japantown). Sushi di prima qualità, pezzi di pesce grandi come a Roma ce li sognamo. Unico vero neo la “cash only rule” (a noi già nota). Ma io dico, siamo nel 2019, celebriamo i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, si sta lavorando allo sbarco su Marte, qui si vedono più Tesla che buche a Roma (!)….ma lo vuoi mettere un c***o di pos per le carte di credito ?!?! Forse sanno che in Italia stiamo tornando indietro nel tempo e si sono voluti uniformare ?!?! Sta di fatto che il proprietario ha avuto un’idea geniale per risolvere il problema: dentro al minuscolo ristorante (10-12 tavoli in tutto oltre il sushi-bar), c’è un piccolo bancomat !!! Seduto vicino a me un ragazzo (americano, ma evidentemente alla sua prima volta) chiede il conto, presenta la carta di credito….la cortese cameriera jap gli indica il bancomat, vicino alla porta di ingresso. Geni !!! Rapida cena, i ragazzi sono lì lì per crollare, d’altra parte siamo in piedi da quasi 24 ore, avendo dormito poco o niente in aereo, ma ce la fanno. Si torna in albergo, sono quasi le 21 giornata piena, stancante, ma segna l’inizio dell’avventura. Per domani l’idea è di andare a pedalare a Santa Monica, sulla spiaggia. A domani !

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