DAY 14 – THE GRAND CANYON

DUE MILIARDI DI ANNI DI STORIA– sono emersi alla luce grazie all’azione del fiume Colorado e dei suoi affluenti, che in milioni di anni hanno eroso le rocce, strato dopo strato. Il Grand Canyon (del quale si celebra quest’anno il centenario) è lungo circa 450km, profondo fino a 1900mt e largo dai 500mt ai 29km, qualcosa di grandioso, inimmaginabile fin quando non lo si vede con i propri occhi.

Dopo la colazione al campo, arriviamo abbastanza presto al Canyon, lasciamo la macchina in uno dei parcheggi e imbocchiamo il Rim Trail of Time, un sentiero sul ciglio del Canyon che ci porta a Hopi Point, El Tovar Lodge (dove Fede ed io abbiamo dormito, 13 anni fa), fino al Lookout Studio, uno dei punti di vista più suggestivi. Il sentiero è segnato, ogni pochi metri, da “bolli” metallici nel pavimento e da campioni delle rocce che compongono le varie stratificazioni del Canyon, con l’indicazione dell’età di ognuna; si tratta di milioni e milioni di anni, incredibile!

Mangiamo un boccone e subito dopo viviamo un brivido, un breve momento di suspence: il Lodge dove abbiamo mangiato viene improvvisamente, e molto rapidamente, fatto evacuare dai Rangers che hanno il sospetto che all’interno ci sia “qualcosa di strano” (pare abbiano sentito odori strani, tipo carburante, kerosene o altro). Passato questo momento (ovviamente non c’era nulla), prendiamo lo shuttle che ci riporta al parcheggio (è tutto molto ben organizzato, c’è uno shuttle gratuito che gira e fa varie fermate per tutto il Canyon). Qui viviamo i nostri 10 minuti da scemi: posizioniamo bene le macchine, una di fronte all’altra, e facciamo, finalmente (ne parlavamo da giorni), LA foto del viaggio (la trovate subito qui sotto), completamente autoprodotta, con la macchina fotografica accroccata per terra, sopra ad uno zaino, non volevamo l’aiuto di nessuno…ITALIAN PRIDE !

In macchina ci dirigiamo quindi verso est, in direzione Desert View (dove non prevediamo di arrivare, è un po’ lontano). Lungo la strada, sul ciglio, incontriamo un cervo e poi un alce. Ci fermiamo ancora per qualche foto (Yaki Point e Grand View Point); c’è poco altro da descrivere a parole, qui parlano le immagini…

Sono quasi le 18, abbiamo deciso che stasera facciamo BBQ, quindi prendiamo la strada del ritorno per fermarci al market a fare rifornimento (di cibo e alcool). Prima della spesa, però, intanto buttiamo giù una birretta, tanto per scaldarci.

Occupiamo una delle 3 aree BBQ, sotto la luce delle nostre lanterne led; il menù prevede: aperitivo (alcolicissimo!) con pane all’aglio, nachos e guacamole, a seguire hot dogs di angus, meravigliose bistecche (NY strip) e….vino, of course !

Dopo cena ci spostiamo in zona braciere per gli “s’mores”; lo s’more è un dolce tradizionale di Stati Uniti e Canada, consiste in un marshmallow riscaldato – qui sulla fiamma del braciere – messo poi fra due biscotti di farina integrale di grano insieme ad uno strato di cioccolato. Slurp !

Tutti in branda (qui è proprio il caso di dirlo), domani è una giornata lunga.

Lui e l’altro
Ci volevano proprio !

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