
LUNGO TRASFERIMENTO – in realtà a Denver andiamo solo perchè è la città più vicina (relativamente!) a Gateway, e da qui possiamo spiccare letteralmente il volo, la mattina successiva, presto. Iniziamo percorrendo la CO 141 per circa 1 ora (55 miglia), in un totale black out informatico e telefonico, fino alla città di Grand Junction. Da qui proseguiamo sulla I70 verso Denver. In totale percorriamo 290 miglia (circa 500km) in 5 ore. Un’eternità !
ROCKY MOUNTAIN – da Grand Junction costeggiamo, passando alternativamente dalla riva destra alla sinistra, il fiume Colorado. La strada si arrampica in montagna, verso il gruppo delle Rocky Mountain; per darvi un’idea, qui ci sono montagne che superano i 4.000mt (Mt of the Holy Cross 4.270, Mt Evans 4.348, Quandary Peak 4.350), cioè poco meno del Monte Bianco ! Vediamo i picchi in distanza, lungo la strada bellissimi villaggi di vera montagna, con tetti spioventi, architettura simile a quella che potremmo trovare da noi o in Austria. E tanti impianti di risalita, p.es. nella Loveland Ski Area (alcuni funzionanti, anche se è estate, si vede che si va a passeggiare in quota). Ricordiamoci che il Colorado è famoso per le località sciistiche tipo Vail (che passiamo), Copper Mountain e Aspen (forse la più conosciuta).
POCHE ORE A DENVER – siamo d’accordo che in prossimità di Denver ci divideremo per qualche ora; io ho bisogno di fare il funerale alle mie carissime Nike Air Zoom Vomèro (hanno 11 anni e mi stanno abbandonando) e di sostituirle. Sul web ho individuato un Nike Factory Store alle porte di Denver, a West, proprio dalla parte dove arriviamo noi. Loro vogliono andare a trovare “roba NBA”, Claudio ha scovato un negozio in centro che potrebbe fare al caso loro. Discendiamo dalle Rocky Mountains verso la città e, alle porte di questa, ci salutiamo via radio per ritrovarci più tardi, in centro.
Io trovo quello che cercavo e dò quindi degna sepoltura alle mie compagne di tante camminate, (riabilitazioni in palestra, ecc.) nel secchione della spazzatura che sta nel parcheggio antistante il negozio Nike. Scatto anche la foto da apporre sulla lapide… Raggiungiamo loro in centro, al famoso 16th Street Mall, una strada chiusa al traffico, quindi solo pedonale, teoricamente paradiso dello shopping e di tranquille passeggiate. Il tempo stringe e noi non facciamo in tempo neanche a scendere, ma solo a girare 5-6 blocks in macchina (vediamo il famoso Blue Bear, una installazione artistica molto particolare); loro, che la passeggiata sono riusciti a farla, ci raccontano di aver incrociato un numero impressionante di homeless e di avere avuto la sensazione di una enorme povertà diffusa.
RENTAL CAR RETURN – attraversiamo la città, trovando molto traffico, e ci dirigiamo verso il nostro albergo che, scientemente, abbiamo scelto vicino all’aeroporto, perchè domani mattina entrambi i voli partono molto presto. Oltretutto dobbiamo lasciare le macchine, i nostri amati e valorosi minivan, stasera, così da toglierci una scocciatura domattina. La cerimonia di distacco degli adesivi dalle portiere è toccante e commovente, e viene immortalata con foto.
Claudio ed io andiamo a riconsegnarli, ma prima dobbiamo fare il pieno. Dalla sede del rental car, per tornare in albergo, dobbiamo prendere un primo shuttle che ci porta al Terminal e, poi, da lì un secondo shuttle (che fa il cosiddetto giro di Peppe) per l’albergo. In tutto questa operazione ci porta via, da albergo a albergo, quasi un’ora e mezza ! Cena rapida in albergo, birre locale (Denver è famosa per la produzione di birra) ninna, valigie, domani la sveglia è quando ancora è buio, dobbiamo lasciare l’albergo alle 7.

Da Los Angeles c’è un minivan, uguale al nostro, che ci segue !!!

3-400 mq di bandiera !!! 


















