
C’E’ CHI SI TRASFERISCE E CHI RITORNA – noi ci trasferiamo a Buffalo per la seconda parte del nostro viaggio, quella sulla East Coast; Claudio, Marina, Diego e Andrea rientrano in Italia per qualche giorno a Riccione e poi di nuovo a Roma.
I voli partono tutti e due presto, il loro fa scalo a NY, il nostro a Chicago. Prendiamo la navetta dell’albergo e andiamo in aeroporto; molto bello, grande (il 5° per traffico degli USA; ogni anno passano da qui più di 64 milioni (!) di passeggeri). Sull’ingresso del terminal principale campeggia una bella costruzione in vetro, a forma di farfalla, è il Westin Hotel. Già a quest’ora la hall degli imbarchi (quella dove si passano i controlli di sicurezza) è super-affollata.
Qui ci dividiamo: abbracci, baci, saluti, commozione; si, anche io mi sono commosso quando ho abbracciato Claudio, anche se so che fra 10-12 giorni ci rivedremo e riprenderemo le nostre più che amichevoli consuetudini. Bye bye, see you soon !
RITARDO + RITARDO = STRESS – avverse condizioni meteo su Chicago fanno sì che il nostro volo subisca un ritardo abbastanza importante; e a Chicago abbiamo una connessione molto stretta, il che è un problema, perchè non possiamo permetterci di passare la notte a Chicago, il nostro programma non ce lo permette. Per fortuna pare che anche il volo che da Chicago ci deve portare a Buffalo (che viene da San Francisco), per gli stessi motivi, è in ritardo. Speriamo che i ritardi “coincidano”. Insomma, alla fine dopo tanta attesa al gate e ancora di più seduti in aereo, in pista, si parte. Tempo non proprio buono, nuvole, turbolenza. Arrivando a Chicago scopriamo che ci rimangono solo 25 minuti per prendere la coincidenza (per fortuna a pochi gates di distanza, nello stesso terminal); ma ce la faranno i nostri bagagli a seguirci ?!?!
Ci facciamo largo fra passeggeri assolutamente incuranti (nonostante gli annunci del comandante e del personale di cabina che invitano a far scendere prima chi ha una coincidenza) delle nostre – e di altri passeggeri – necessità. Per un momento mi sento di nuovo in Italia, dopo quasi 3 settimane di buona educazione e senso civico americani… Federica va avanti con le bambine, io rimango incastrato in aereo fra vecchi e vecchie tremanti, ciccioni ingombranti e bambini urlanti. Alla fine “sfondo” e corro, trolley alla mano, verso il prossimo gate. Il mio Apple Watch vibra per avvertirmi che ho le pulsazioni alte…(139!!!), un americano tatuato che era in aereo con noi mi vede passare correndo e mi strilla “Good Luck!“ (per il volo o saprà che ho le pulsazioni alte?!?!)….arrivo in vista del gate per Buffalo stremato, Federica mi fissa, da lontano, preoccupata. Mi fermo, sudato, prendo fiato…il volo partirà fra 50 minuti…..MA VAFF****LO, VA !!!
Dopo più di un’ora, e con le pulsazioni tornate normali, si parte. Volo di 💩 (avevano ragione, il tempo è pessimo), ma almeno ce l’abbiamo fatta, e pensiamo che il bagaglio ce l’abbia fatta con noi. Vedremo all’arrivo.
Sui voli United ci sono wifi (con tutte le informazioni sul volo, sul proprio device) e defibrillatore, proprio come da noi ! Copioni !
“WE’D NEED A SLIGHTLY BIGGER CAR” – avevo prenotato una macchina “normale” (un mini suv, adatto a 4 persone con bagaglio); d’altra parte dobbiamo fare poche tappe, da questa parte. Ma l’arrivo – graditissimo ! – di Francesca, la sorella di Federica, consiglia di prendere qualcosa di un po’ più grande. Chiedo delucidazioni per un upgrade. Il/la gentilissimo/a addetto/a (non abbiamo ancora oggi capito se si tratta di uomo o donna (o forse di tutte e due in una confezione unica! Ma proprio….trans!), mi propone un suv più grande per poi tirare fuori dal cappello a cilindro un coniglio (e meno male che ha tirato fuori solo quello, date le premesse!). “Have you driven a big car before? Would you be familiar with it?” mi chiede. E io “Of course, no problem!”. “Ok allora ti do, allo stesso prezzo (!), un GMC Yukon XL“, dice lui/lei/loro….boh !? Con Federica decidiamo di non dire nulla alle bambine e di lasciare loro la sorpresa all’arrivo al garage per il pick-up.
Lo Yukon è uno di quei mega mostri che in genere vediamo sfilare numerosi, in corteo, dietro alla macchina del Presidente degli Stati Uniti o delle star di Hollywood. Il nostro è pure XL !!! Arriviamo in garage, Sara ha in mano il contratto di noleggio dove è indicato il posto della nostra macchina, vede il mostro e dice “Papà si sono sbagliati, non è la nostra”. Alla fine sveliamo l’arcano, grande sorpresa, ma sopratutto felicità per la nuova avventura (la macchina è un’astronave!). Partiamo alla volta delle Niagara Falls, con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia prevista, arriveremo forse col buio.
NIAGARA FALLS – il percorso è breve, 30-35 minuti; passiamo il confine con il Canada (controllo passaporti e formalità varie) e ci dirigiamo verso il nostro hotel, quando all’improvviso, alla nostra sinistra, mentre attraversiamo un ponte…..eccole, maestose, imponenti, belle, potenti !
Arriviamo in albergo, la nostra stanza (che definirei “view with a room”) è alta sulle Cascate (domani le vedremo per bene, da sopra, sotto, dentro….), dalla finestra godiamo uno spettacolo unico, meraviglioso, mozzafiato. Per stasera è abbastanza, siamo stanchi, è stata una giornata dura, iniziata molto presto; cena in albergo e ninna, prima però ammiriamo ancora le Cascate, ora illuminate di mille colori.

😳





















Ahahahha, l’uscita dall’aereo mi ha fatto ridere da solo come un pazzo!
Divertitevi!
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