
LA POTENZA – anche al 23° piano di un albergo con le finestre stra-sigillate si sente (ovviamente ovattato) il “rombo” delle Cascate che vediamo, al risveglio, davanti ai nostri occhi ancora increduli. Le Cascate del Niagara sono qualcosa di incredibile, la dimostrazione di quanto la natura possa talvolta esprimere tutta la sua potenza; e pensare che non sono neanche le più grandi al mondo.

Raccogliamo informazioni per la visita alle Cascate e decidiamo di prendere un pacchetto che prevede: (1) Journey Behind the Falls, (2) Niagara Whirlpool State Park e (3) Voyage to the Falls Boat Tour. Tralasciamo Helicopter Tour, Aero Car, Jet Boat, ecc.ecc. In attesa dell’inizio del Tour facciamo due passi e scopriamo che anche qui c’è un “ponte dei lucchetti” (li vendono apposta!).
La signora che ci vende il pk ci prende in simpatia (come direbbe Claudio, “Marco gli ha fatto la supercazzola”, in realtà ci ho solo scambiato quattro chiacchiere) e fa in modo di farci salire nelle prime file del pullman che ci porterà in giro. Alex, l’autista/guida, è un tipo molto simpatico, sa tutto (ma tutto!) delle Cascate: storia, vita, aneddoti, dati tecnici; l’unico problema è che parla – in inglese!!! – più veloce di Enrico Mentana e io, non solo ogni tanto mi perdo qualcosa, ma non faccio soprattutto in tempo a raccontare alla bimbe cosa sta dicendo…
In realtà si tratta di un complesso di 3 cascate: le American Falls, le Bridal Veil Falls (le più piccole) e le Horseshoe Falls, le più grandi e famose, quelle sul lato Canadese (dove siamo noi). Ecco qualche dato: altezza del salto 57 metri circa, larghezza 320 metri, portata media 120.000 metri cubi al minuto (fino ad un massimo di 200.000 in caso di piene). Sono generate dal fiume Niagara, fra i laghi Eire e Ontario. Ovviamente la potenza del fiume Niagara è sfruttata dall’uomo, fin dai tempi antichi, per la produzione di energia elettrica. Alex (la guida) ci racconta anche dei vari tentativi di saltare le Cascate (inizialmente con delle botti di legno, fino alle moto d’acqua dei giorni nostri), dei suicidi, degli incidenti e di tante altre cose che sarebbe lungo, qui, raccontare.
Le Cascate solo in un paio di occasioni si sono ghiacciate completamente (tanto da camminarci sopra!); l’inverno, normalmente, si gelano solo i margini.
JOURNEY BEHIND THE FALLS – il pk prevede il “salto delle code” (che altrimenti sono lunghissime), e quindi entriamo da un ingresso secondario e riservato. Si scende di circa 50 metri, con un ascensore, fino ad arrivare ad una grande hall dove vengono distribuiti dei poncho di plastica gialla, perché qui….ci si bagna! Ci imbustiamo e percorrendo dei tunnel scivolosissimi arriviamo alle piattaforme/osservatorio, un paio di terrazze sovrapposte, praticamente siamo dentro le Cascate! E vista la quantità di acqua nebulizzata che le Cascate producono (quella che si vede, anche da lontano, nelle foto) è normale che ci si bagni. Ma non poco, ci si inzuppa ben benino, dalla testa ai piedi! Io prevedendo la cosa ho portato con me solo la GoPro, l’unico mezzo impermeabile a disposizione, ma le foto e i video fatti hanno sempre e comunque un velo di acqua sull’obiettivo che era materialmente impossibile evitare. Diciamo che sono….suggestive.
Dalle terrazze, sempre attraverso dei tunnel scavati nelle rocce dietro le cascate (anche questi scivolosissimi), si arriva a due “portals” (li chiamano così, sono il Cataract Portal e il Great Falls Portal), praticamente due buchi che si trovano dietro il grande specchio d’acqua cadente. Milioni di litri di acqua che scendono, anzi precipitano liberi, indomiti, senza tregua…
NIAGARA WHIRLPOOL – sono mulinelli che si trovano nella Niagara Gorge, a valle delle Cascate. Si sono formati naturalmente (per l’erosione delle rocce sul fondo causata dall’acqua che scorre fino a 10mt/secondo), qui l’acqua raggiunge una profondità di 38 metri. Una curiosità: i mulinelli, durante il normale flusso, girano naturalmente in senso antiorario, ma quando più acqua viene deviata dal fiume verso le centrali idroelettriche circostanti, il flusso spesso si inverte. Ammiriamo lo spettacolo dall’alto, da una terrazza panoramica sulla Gola del Niagara. In alto passa la Aero Car (una specie di gabbia/cabinovia sospesa nell’aria, che va da un lato all’altro della Gola), in acqua sfrecciano le veloci imbarcazioni dei Jet Boat Tours, che “giocano” con i gorghi del fiume.
HORNBLOWER – è il nome del battello (una cosetta da 700 passeggeri a botta, sempre pieno) che ci porterà sotto/dentro le Cascate. Anche qui ingresso taglia-code, poncho di plastica (stavolta rosso) e via sul battello che, lasciata la banchina, si dirige intrepido (!) verso le Cascate. Dopo pochi minuti l’Hornblwoer si ferma (immagino con i motori a regime alto, per contrastare la corrente) a pochi metri sotto le Cascate, al centro del ferro di cavallo; noi siamo proprio davanti, a prua. E’ vero, vediamo bene, ma ci bagnamo anche bene, molto bene !!! Altra doccia totale, dalla testa ai piedi. Alex ci aveva consigliato di legarci il poncho in mezzo alle gambe perché il forte vento prodotto dall’acqua ce lo avrebbe fatto volare sopra la testa. Mai consiglio fu più prezioso, chi non lo ha fatto si è trovato praticamente scoperto, preda e vittima di litri e litri di acqua, nebulizzata e non. Anche qui foto e video sono quel che sono. Dopo 5 minuti di sosta il battello si gira per tornare indietro, al momento del traverso arrivano acqua e vento come non prima. L’arcobaleno, che si genera dentro le Cascate, ci accompagna fino alla banchina.
CLIFTON HILL – scegliamo di scendere prima che il pullman rientri in albergo, per fare due passi a Clifton Hill, una strada piena di locali e attrazioni varie. Salutiamo Alex e ci incamminiamo, in salita. Una cosa abbastanza turistica, un po’ Las vegas (qui la chiamano così, infatti). Passeggiamo un po’ e poi torniamo in albergo per una breve sosta prima di cena. Seguiamo il consiglio di un taxi driver del posto e andiamo a mangiare da Chuck’s Roadhouse Bar & Grill, una steak house dove vanno soprattutto i locals. A seguire giro sulla ruota panoramica, da dove si può ammirare un’altra vista particolare delle Cascate. Stanchi ma felici andiamo a dormire; domani si va – in 7 ore di macchina, circa ! – a Boston.








Lucchetti anche qui 
Un pistone ?!?!










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