FREEDOM TRAIL – ci svegliamo con un po’ di calma e decidiamo di seguire il consiglio di chi sostiene che uno dei modi migliori per visitare quella che è considerata l’ “essenza” di Boston è percorrere a piedi il Freedom Trail (Cammino della libertà), un percorso lungo 2,5 mi (4km) che attraversa 16 “punti” molto significativi per la storia degli Stati Uniti, in particolare per la Guerra di Indipendenza. E’ segnalato, a terra, per la gran parte con dei mattoni e si snoda tra il Boston Common e il Bunker Hill Monument. I 16 punti lungo il percorso includono semplici segni esplicativi posti sul suolo, cimiteri, chiese e edifici degni di nota e una storica nave da guerra. Andiamo quindi a Boston Common, il punto di partenza.
Visitiamo le cose principali lungo il percorso (sarebbe lungo descrivere qui tutto), facciamo pausa per il pranzo al Faneuil Market (molto caratteristico, con tutti i banchi che servono street food, comprese le rinomate aragoste e i king crabs) e proseguiamo, poi, fino alla USS Constitution (conosciuta anche come Old Ironsides, “vecchia fianchi di ferro”), una fregata pesante a 3 alberi, lunga circa 63 metri, costruita in legno. Varata nel 1797 è la più vecchia nave al mondo ancora galleggiante. E’ conservata in uno stato perfetto !
BIRRA – passiamo in albergo a prendere l’astronave e andiamo alla Samuel Adams Brewery. Samuel Adams, statista e pensatore politico, oltre che uno dei Padri Fondatori degli Stai Uniti è stato fra i principali protagonisti della Guerra di Indipendenza; a lui è intitolata questa ottima birra. Qui si può visitare il “birrificio” (cioè la fabbrica), gustare le varie versione della Sam Adams (nome amichevole con il quale viene ordinata, al bar o al pub) e comprare, nello store, gadget di ogni tipo. Ci facciamo un “giro” di chiare e ambra, ottime.
NO NAME…BUT GOOD FOOD – trovo sui blog locali (qui usano molto Yelp) l’indicazione relativa ad un ristorante denominato No Name Restaurant, che si trova in un Pier (molo) al Seaport; le indicazioni lo descrivono come informal, good food, reasonably priced, difficult to locate, no reservation….proviamo! Arriviamo in zona e senza grandi difficoltà lo individuiamo e parcheggiamo proprio davanti. Scendiamo e….sorpresa! Veniamo bombardati da una puzza, ma una puzza, una puzza….ignobile! Una roba insopportabile fra il pesce marcio, le fogne di Calcutta nella stagione dei Monsoni (citaz.), carcasse di animali imputridite e non so cosa altro. La prima tentazione è di scappare, ma decidiamo lo stesso di provare. Il ristorante è molto carino, easy going, una sorta di trattoria del pesce, senza troppe pretese ma pienissimo, che è sempre un buon segno. All’interno il tanfo non c’è, per fortuna. Mangiamo molto bene (misto fritto, aragosta al vapore, colslaw) e spendiamo il giusto, nel senso di poco; avevano ragione su Yelp, lo consiglieremo al nostro amico Giacinto, che fra qualche settimana sarà qui. All’uscita scopriamo che sotto alla nostra astronave c’è un tombino nel quale finiscono degli strani rigagnoli di liquidi non meglio identificati; a questo punto è chiaro che la puzza veniva da lì. Tutti in branda, domani ci aspetta Harvard!
LUNGO IL FREEDOM TRAIL


















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THE SKINNY HOUSE






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IL CANNOLINO…

VERSO IL SEAPORT 

































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