BOSTON DUCK TOURS – ogni tanto, in città, si incrociano strani mezzi anfibi (in stile II Guerra Mondiale), di vari colori; si tratta di un modo originale di visitare la città, per terra e per…fiume. Noi non lo abbiamo fatto, ma immaginiamo possa essere divertente passare dalla terra all’acqua e viceversa, senza soluzione di continuità.
HARVARD – “non puoi andare a Boston e non andare a visitare Harvard!”, mi hanno detto alcuni amici prima della partenza; ma poi, sinceramente, ce lo siamo detto anche noi. E infatti stamattina ci andiamo. Dal nostro albergo ci vogliono solo 15-20 minuti, il campus è praticamente in città; il problema sarà, come ho potuto verificare studiando un po’ la cosa sul web, il parcheggio. In zona ci sono parcheggi convenzionati con studenti e insegnanti, ma nulla per i visitors; si parcheggia in strada (chissà, è sabato, magari siamo fortunati) oppure in un public parking, quelli cari.
PARKING – Come previsto fatichiamo un po’, facciamo un po’ di giri intorno al campus, in strada niente, nonostante il mio rinomato c**o nel trovare parcheggio. Ma alla fine troviamo un public parking con posti disponibili, l’astronave sfiora il soffitto del garage, il cartello dice 6 dollari l’ora, niente male, tanto staremo un paio d’ore.
Sul piazzale antistante Harvard, dove arrivano subway e bus, c’è un baracchino per le visite guidate, gestite e condotte proprio dagli studenti: bella iniziativa!
Il campus principale (come in molti altri campus americani, ci sono poi altri buildings universitari, sparsi tutto intorno) è composta da edifici in mattoncini rossi, alcuni molto vecchi, austeri, altri evidentemente più recenti. C’è poco movimento, un po’ di turisti, qualche studente, chiaro che oggi non è una giornata campale. Facciamo un bel giro, vediamo la statua che si presuppone sia di John Harvard (perché di lui non esistono immagini, sono andate tutte distrutte in un incendio), si resipra un’aria molto “ufficiale”, più che e a UCLA, come se questa fosse una università diversa, superiore, più seria…..mah!? Andiamo poi allo store; è enorme, c’è di tutto, ma veramente qualsiasi cosa, anche per i nostri amici a 4 zampe ! Poco lontano c’è anche lo store del MIT, rapida visita anche a quello e via.
Ma “via” vuol dire prendere la macchina dal parcheggio dove, con sorpresa (e qualche improperio), scopriamo che le nostre 2 ore costano…36 dollari ! Il cartello che diceva 6 dollari/ora era la convenzione con gli studi medici che si trovano lì vicino. Sapevamo che sono cari, ma cacchio…..maledetti loro !
SALEM – la città delle streghe, e io ci vado con 4 (!!!) donne, tutte un po’ streghette, ognuna a modo suo. E’ a circa 24mi (40km), ci vogliono 40-45 minuti.
Salem è la città resa famosa dal Processo alle Streghe (1692), dai film Hocus Pocus (1993), La Seduzione del Male (1996) e Le Streghe di Salem (2012), dal videogioco Murdered: Soul Suspect (2014), dai romanzi di Nathaniel Hawthorne (La Lettera Scarlatta), nato proprio a Salem, e dal regista teatrale Arthur Miller (con l’opera teatrale Il Crogiuolo). Alcune scene e/o episodi della serie TV Bewitched (Vita da Strega, quella con Samantha che si sfregava il nasino) sono state girate qui; a Samantha è stata dedicata una statua, proprio qui a Salem.
Due passi, un caffè e poi visita (con acquisti) ad un grande Surplus Store (roba militare di ogni tipo), molto divertente.
Si torna in città, pit stop in albergo e poi cena da Wagamama (lo stesso dal quale io ogni tanto vado a Londra), al Seaport; cena buona, prezzi…Wagamama (cioè buoni). In branda, buonanotte, domani si va a Manhattan, passando per Cape Cod e Newport, viaggio lungo, dobbiamo cercare di arrivare per le 18 per riconsegnare l’astronave.

HARVARD




YMCA ! 👷🏼♂️👮🏽♂️👨🏻🌾👨🏼🏭 
SALEM






























